martedì 7 novembre 2023
domenica 5 novembre 2023
mercoledì 13 giugno 2012
La scoperta del secolo, ritrovate Omelie di Origene
È una clamorosa scoperta quella effettuata nella Bayerische Staatsbibliothek di Monaco di Baviera, dove sono state da poco ritrovate 29 omelie inedite di Origene di Alessandria, scrittore e teologo cristiano vissuto tra secondo e terzo secolo.
L’Osservatore Romano, nell’edizione di domani, definisce «la scoperta del secolo» quella di una filologa italiana nella biblioteca di Monaco di Baviera, annunciata ieri dalla stessa Bayerische Staatsbibliothek. Nel pomeriggio dello scorso 5 aprile, Giovedì santo, studiando un codice bizantino dell’XI secolo, il Monacense greco 314, Marina Molin Pradel si è infatti accorta che alcune omelie sui Salmi in esso contenute corrispondevano a quelle di Origene tradotte in latino da Rufino all’inizio del V secolo. E subito dopo Pasqua, estendendo i controlli sul manoscritto, la studiosa è arrivata alla conclusione che tutte le 29 omelie contenute nel codice, finora inedite, sono del grande intellettuale cristiano.
«Nella prima metà del terzo secolo - scrive il quotidiano della Santa Sede - Origene aveva dettato sul Salterio una serie imponente di opere che hanno presto avuto un influsso decisivo sull’esegesi biblica sia greca sia latina. Ma proprio la loro estensione, oltre alla condanna del 553, ne spiega la quasi totale perdita, già in epoca antica»
venerdì 23 aprile 2010
Cristianesimo e Reincarnazione
Ma non era forse vero che alcuni tra i primi e più grandi Padri della Chiesa la sostennero, come ad esempio Origene?
Questo interessante articolo porta alcune motivazioni storiche, decisioni, ecc. Interessante da leggere per documentarsi su di un fenomeno affermato da intere popolazioni come l'indiana nell'Induismo, nel Buddhismo, ecc.
In questo sito altre riflessioni interessanti.
domenica 14 marzo 2010
Mentre Benedetto XVI difende una certa tradizione, l'ex arcivescovo di Milano apre ad argomenti delicati.
Essi hanno la stessa età, 82 anni, entrambi professori, uno biblista, l'altro teologo precisa Ingrao.
Uno successore di Ambrogio, l'altro di Agostino. Si sono già affrontati nel conclave dove Ratzinger ha ricevuto 47 voti e Martini 9 alla prima votazione. Poi i suffragi per l'ex arcivescovo di Milano sarebbero confluiti per l'elezione di un contratello gesuita Jorge Mario Mergoglio (35 e 40 voti alla 3° e 4° votazione) finchè Martini avrebbe dato via libera a Ratzinger eletto con 84 suffragi alla quarta votazione come afferma la rivista Limes.
Oggi la loro visione su diversi delicati temi appare però contrapposta. Ratzinger difende la tradizione che lui conosce, condanna la secolarizzazione, mette al centro del suo magistero papale le verità della fede e l'annuncio di Dio. Martini scrive invece su "Il Corriere della Sera" dove una volta al mese, nonostante la sua malattia (affezione al morbo di Parkinson come Wojtyla), risponde a decine di lettere, enuncia spiegazioni teologiche, morali, fornisce consigli.
Il celibato dei preti per martini è frutto della tradizione, ma i divorziati e risposati vanno accolti in Chiesa. Risponde anche ad altri temi delicati, la pillola, la lotta all'Aids, l'eutanasia. E' autore di un volume "Conversazioni notturne a Gerusalemme".
Entrambi, Ratzinger e Martini possono contare su sostenitori e detrattori come ricorda Ingrao su Panorama, cardinali e giornalisti di riferimento. Anche i politici sembrano schierarsi con l'uno o l'altro.
Martini conserva gelosamente il telegramma che Ratzinger gli ha inviato per i suoi 80 anni e bello è, oltre a tutto l'articolo, anche la conclusione di Ingrao: "Avversarsi sì, ma entrambi numeri uno al servizio della Chiesa".
L'Icona: immagine dell'invisibile
sabato 13 marzo 2010
Il matematico superficiale più che impertinente
giovedì 8 ottobre 2009
Libertà di oltraggiare come mezzo per comprendere l'Amore
Dio ha creato gli uomini e le donne liberi: liberi di odiare, di uccidere, di oltraggiare, di lottare ma anche di amare. Vi è questo principio di libertà di scelta insito in ognuno di noi e grazie all'esperienza la scelta, nel tempo, dovrebbe farci tendere, dopo la caduta, al bene, al miglioramento, all'evoluzione nostra, di chi ci sta intorno e dell'Umanità tutta. La scelta è sempre duale: il bene o il male e infinite gradazioni di colori tra l'uno e l'altro che permeano tutto il nostro mondo, San Paolo scrive come tutti sappiamo: "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne ma contro i Principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo, contro gli spinti del male che abitano le regioni celesti" (Ef 6,11-12).
L'evoluzione credo che sia anche legata alla comprensione della propria libertà che deve tendere a Dio, al Cristo, al Santo Spirito, alla loro forza, alla loro Luce, al loro Regno.
lunedì 17 novembre 2008
Proverbio dall'Ecclesiaste
domenica 17 agosto 2008
La forza della parola
La forza della preghiera
Ne riporto un brano: "La folla è completamente immersa nelle tenebre e quell'urlo spaventoso esce dalla sua bocca sotto forma di un fuoco intenso. Esso ricade sopra alcuni come una spada ardente e penetrante, mentre volteggia sopra i convertiti del Signore. Sono quelli che si convertirono dopo la morte di Gesù. Non furono pochi, poichè per tutto il tempo della sua passione Gesù e la santa Madre avevano incessantemente pregato per la salvezza dei loro persecutori.".Questo brano splendido rammenta l'efficacia della preghiera per la realizzazione delle opere. Quindi è necessario pregare sempre, pregare incessantemente come suggerisce anche lo splendido volume "Racconti di un pellegrino Russo": «Cercai nella mia Bibbia e anche lì trovai scritto che occorre pregare incessantemente (1 Ts 5, 16), pregare in ogni istante (Ef 6, 18) con lo spirito e levare le mani in preghiera in ogni luogo…».
In questa pagina sono riportate informazioni sulla sua biografia. Anche in quest'altra.
lunedì 7 gennaio 2008
I CLASSICI DELLA SPIRITUALITÀ CRISTIANA
San Giovanni della Croce, al secolo Juan de Yepes Álvarez (Fontiveros, 24 giugno 1542 – Úbeda, 14 dicembre 1591), fu beatificato nel 1675, canonizzato da papa Benedetto XIII nel 1726 e dichiarato dottore della Chiesa da Pio XI nel 1926.
Per me è definibile come un "matematico dell'anima", nel senso che ha una capacità incredibile di conoscenza profonda dell'animo umano, di autoanalisi, per cui riesce a scandargliare le profondità dell'anima con una chiarezza, una limpidezza assai elevata.
Nel trattato La notte oscura, riprendendo le strofe di una sua poesia dallo stesso titolo, Giovanni immagina che l’anima le pronunzi vivendo ormai nella piena perfezione, che è l’unione di amore con Dio, «dopo essere già passata per le strette di travagli e di angosce, mediante l’esercizio spirituale della via angusta della vita eterna di cui parla Nostro Signore nel Vangelo, via per la quale l’anima passa ordinariamente per giungere a questa alta e beata unione con Dio».
Le prime due strofe parlano degli effetti delle due purificazioni spirituali, quella della parte sensitiva e quella della parte spirituale dell’uomo, operata da Dio. L’opera, affrontando la terza strofa della poesia, si conclude così: «Solo l’amore spinge l’anima a offrire il suo cuore all’Amato, la muove, la guida e le consente di spiccare il volo verso il suo Dio attraverso il cammino della solitudine, senza sapere come ciò avvenga. Si commenta il verso: Nella gioiosa notte».<http://www.sanpaolo.org/fc/0801fc/0801fc52.htm>
Questo volume, "La notte oscura" non deve assolutamente mancare nella vostra biblioteca personale! Sarebbe un vero peccato non averlo!