martedì 7 luglio 2026

Il canto accorato e il canto formale

Atti degli Apostoli, 16,25-26: "Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio, mentre i prigionieri stavano ad ascoltarli. D'improvviso venne un terremoto così forte che furono scosse le fondamenta della prigione; subito si aprirono tutte le porte e si sciolsero le catene di tutti". C'è da chiedersi se i canti dei due Santi fossero accorati, intensi, rivolti e favoriti dalla volontà Divina o se fossero canti così formalmente precisi per essere incisi su supporti DECCA? Nel canto sacro, nella musica sacra, è ammessa l'imperfezione formale o meno?

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